1 – Neh’eh

Primo capitolo de Il Grande Tradimento Neh’eh

L’unica cosa che Seraph poteva sentire era il freddo del metallo che lo tormentava senza dargli pace. Una spessa innaturale nebbia offuscava la mente e lo spingeva alla perdizione, ma il freddo lo teneva lì, lo obbligava al supplizio, lo torturava senza sosta e senza pietà. Il freddo di quella lama, Seraph non l’avrebbe mai più dimenticato. 

“Seraph.” chiamò la donna che camminava lentamente intorno al tavolo a cui sedeva il ragazzo, pallido e assente. Ebbe un sussulto. Per un attimo la nebbia si diradò e il freddo si levò guardingo ad ascoltare anche lui il richiamo. Dopo qualche minuto il gelo tornò a morderlo sotto lo sguardo indifferente della donna.

“Seraph,” disse nuovamente, “è il tuo nome… non è così?”

Seraph si ridestava un po’ per volta da una prigione senza muri, aggrappandosi disperatamente con tutte le sue forze a quella voce.

“Seraph, il figlio di qualcuno…” disse la donna distrattamente che aveva ripreso a camminare con lentezza, “Seraph, il Guardiano del Regno che non teme la morte…“ 

Mano a mano che parlava, apriva squarci di luce nella mente del ragazzo, riportandolo a un passato dimenticato, ma che ora zampillava con grande dolore. Nella spessa coltre di oscurità, le parole brillavano cristalline e luminose. 

“Seraph il Guardiano del Regno che più che la morte, teme la vita.” 

Sedette all’altro capo dell’immenso tavolo e ordinò: 

“Guardami Seraph!” 

Fu solo allora che Seraph aprì gli occhi e vide Neh’eh. Un maestoso tavolo nero lo separava nella penombra da una donna dai lineamenti splendidi e senza tempo, avvolta in un impalpabile abito di seta bianca. Lunghe ciocche di capelli color cenere le cadevano voluttuosamente sulle spalle e uno sguardo freddo come le profondità dell’oceano lo privavano di qualsiasi volontà. 

“Io ti ammiro per questo, Seraph.” disse tendendosi leggermente verso di lui. Gli lanciò un’occhiata tagliente e con fastidio aggiunse, “Eppure non sei stato sempre saggio. Anzi. Si potrebbe dire che alle volte tu non lo sia stato affatto.” 

Nella mente del ragazzo frammenti di ricordi confusi squarciavano la notte della sua prigionia, senza che potesse metterne a fuoco alcuno.

Di colpo tutto tacque e solo allora, per la prima volta, gli fu permesso di vedere.



Grande Tradimento neh’eh Seraph

Primo capitolo de Il Grande Tradimento Neh’eh